Racconto di Salvatore La Greca
Se sono arrivato fin qui è perché qualcuno mi ha dato la spinta giusta al momento giusto. E io non lo dimentico.
Mio padre Angelo aveva già le api quando io ero piccolo. Ne teneva sei, sette famiglie in campagna, massimo una decina. Le recuperava dove lo chiamavano — gente che trovava uno sciame e lo cercava — e le portava nella nostra terra.
Non era uno che ci stava dietro con le tecniche, i trattamenti, le attenzioni. Le lasciava lì e facevano tutto da sole. Tirava su 40, 50 chili di miele all'anno, lo vendeva, e quando finiva era finito. Ma senza saperlo, con quelle poche arnie, mi stava già insegnando tutto. Devo tutto a lui!
Io sono cresciuto immerso nella natura. I conigli, le galline, gli alberi — la campagna era il mio mondo. Però le api erano un'altra cosa. Le guardavo e mi incuriosivano, mi affascinavano. A un certo punto ho voluto provarci anch'io.
E da lì si è accesa una passione che non si è più spenta. Non saprei spiegarvi esattamente quando è successo, ma so che da quel momento le api sono diventate parte della mia vita.
Mi sono iscritto all'Istituto di Agraria di Canicattì perché volevo restare in questo settore. Era il mio obiettivo. Mi sono diplomato, e quel diploma si è rivelato più importante di quanto pensassi: portava già dentro l'abilitazione a imprenditore agricolo.
Quando sono andato al Centro Polivalente per iscrivermi al corso, hanno guardato le mie carte e mi hanno detto: “Tu sei già a posto. Con questo diploma hai già le carte in regola per diventare un grande imprenditore agricolo.” Lì ho capito che la strada era quella giusta.
Con l'agronomo Lillo Casà abbiamo intrapreso la strada per fare le cose per bene. Mi ha spinto a fare il primo livello di apicoltura, mi ha seguito passo passo nella burocrazia, ed è stato presente nei momenti necessari.
Devo tanto a Lillo. Poi la vita ci ha portato su strade diverse. Ma il rispetto e la riconoscenza che ho per lui non cambiano. Certe cose non si dimenticano.
Fondare l'azienda è stata dura. Per avere i fondi del PSR prima dovevi spendere tu: comprare tutto, presentare le fatture, e poi aspettare i rimborsi. Io e mio padre abbiamo investito i nostri soldi, ci siamo messi in gioco.
Sono stati tre anni di tira e molla. Momenti in cui ti chiedi se ne vale la pena. Ma mio padre non ha mai mollato, ci ha creduto quanto me. Alla fine abbiamo chiuso il progetto: il laboratorio in campagna, le attrezzature... Senza il sacrificio e il sostegno di mio padre non ce l'avrei fatta.
A 18 anni ero già avviato da solo. Ma se devo essere onesto, dobbiamo aggiungere almeno altri cinque anni prima — quelli dell'infanzia, quando ho iniziato a provarci, a crederci. Più di 20 anni con le api, se faccio i conti.
Non è stato un percorso facile, ma ogni passo mi ha portato dove sono oggi. E se mi guardo indietro, vedo che le persone che mi hanno dato fiducia hanno fatto la differenza.
Col tempo ho conosciuto nuovi apicoltori, nuovi agronomi specializzati in apicoltura, e sono nati nuovi progetti. La strada che è iniziata con le poche arnie di mio padre mi ha portato a costruire qualcosa di concreto, radicato in questa terra.
Terre di Miele è la campagna di Campobello di Licata, il profumo degli eucalipti e della sulla, il lavoro paziente delle api. È il risultato dei sacrifici fatti, delle persone che hanno creduto in me, e di una passione che dopo tutti questi anni è ancora intatta.
A chi ha reso possibile tutto questo
Mio padre
Senza di lui non esisterebbe niente di tutto questo. Mi ha fatto vedere le api per la prima volta, mi ha lasciato provare, e quando ho deciso di farne un'azienda ci ha messo i soldi e la fiducia. Tre anni di sacrifici insieme, senza mai tirarsi indietro. Grazie, papà.
Agronomo
Ha creduto nel mio progetto e ha lavorato tanto per farmelo vincere. Mi ha spinto a formarmi, mi ha seguito nei controlli, mi ha aperto la strada. Anche se oggi le nostre strade professionali si sono separate, la stima e la gratitudine restano. Grazie, Lillo.